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RUBRICA ALLA SCOPERTA DI CAPRANICA: VICOLO DELL’ORTACCIO

25 Gennaio 2020

Porte e portali diamantati in Vicolo dell’Ortaccio. Girovagando per i vicoli del nostro centro storico, ad ogni angolo ci si trova di fronte immancabilmente a qualche sorpresa inquietante e si scoprono innumerevoli tracce che ci riportano di forza a pensare ad un passato assai diverso dal nostro tempo. Chi, lasciando via degli Anguillara, si inoltra per vicolo dell’Ortaccio (prima di pazza VII luglio) trova subito una minuscola piazzetta, all’apparenza insignificante e malmessa. Ma mettendo un attimo a fuoco, ecco apparire un grazioso portale al colmo di uno scalone (orribilmente rifatto!). Il bugnato in pietra arenaria è lavorato a punta di diamante, in deciso contrasto con la vecchia parete del palazzotto cui appartiene. Ma che ci sta a fare un gioiellino così rifinito in un ambiente tutto sommato desolato e da retrobottega? Proprio accanto però fai caso ad un sobrio portale più ampio che immette in un androne buio, dalle nude pareti rappezzate qua e là.

Se non è di sera, una finestra in fondo sbatte un fascio di luce su uno strano pavimento a prima vista tutto sconnesso. Ma quando gli occhi si sono un poco abituati, ti assale una inattesa meraviglia: quel pavimento anonimo rivela la sua natura raffinata e insospettata in un posto così. Si tratta di una composizione armoniosa di mattoni a spina di pesce che malgrado l’usura del tempo, fanno pensare a quando quell’ambiente forse faceva la sua bella figura come dignitoso salone dove i padroni di casa accoglievano gli ospiti di riguardo. Uscendo da quell’ambiente fuori dal tempo, mentre la fantasia ti ripropone il fruscio di abiti di seta, tra mantelli di velluto scintillanti al chiarore tremolante delle torce, noti alla sinistra un ampio arco seminascosto che rivela una profondità insospettata sotto alte e austere mura assai simili a quelle di una torre. Ma sì! È una porta! Una bella e ampia porta urbica, ma che sembra non sboccare in nessuna parte. Infatti, percorso l’ androne trovi la via sbarrata da una massiccia muraglia con i segni in alto di profferli che emergono dalle antiche pietre annerite.

Solo a sinistra un altro alto arco, più stretto del precedente, immette in un ripido vicoletto. Altra domanda: Ma che ci sta a fare una porta urbica così grande dove oggi si può girare a malapena solo a piedi? Nel vano scendono brevi scalini da porte di abitazioni, e si aprono pure varie finestre strette da inferriate e persiane. Proprio sotto la volta qualche mese fa si aprì una grossa buca nel pavimento causata da una perdita d’acqua. Tra le macerie sprofondate comparve un misterioso arco a tutto sesto in conci di tufo perfettamente squadrati in corrispondenza con l’arcata superiore che guarda verso Castelvecchio. Le sommarie indagini e i sondaggi nel sottosuolo non hanno permesso di capire la funzione di quel manufatto sepolto sotto il piano stradale, ma la scoperta ci fa riflettere come poco sappiamo del nostro ambiente. Certamente l’aspetto originario della zona è stato nel tempo completamente stravolto, tanto che è arduo ipotizzare come fosse qualche secolo fa, quando i nostri padri pensarono bene di difendere il piccolo borgo di Capralica aprendo tra le case-torri, che fungevano da mura di cinta, un’ampia porta fortificata per far passare i carri, abbellita da due stipiti piatti sormontati da capitelli appena ingentiliti da alcuni fregi geometrici. La spiegazione ce la può fornire una piantina del centro storico. La via Viccinella scendeva dritta dal castello al villaggio (vicus , per cui era detta via vicinalis). Qui in effetti, intorno al 1500 finiva l’abitato che uscito dal perimetro di Castrovecchio ( castrum vetulum ) si era attestato intorno al vasto spazio antistante la chiesa di Santa Maria, la “piazza”. E quando in seguito fu costruita la nuova Via di Mezzo, (poi Via XX settembre) oggi Via degli Anguillara, sulla Via della Viccinella, ormai declassata, oltre vicolo forno di mezzo, furono eretti tra il ‘700 e l’800 grossi palazzi signorili di gente arricchita. Un altro angolo suggestivo emerge dall’ombra della storia nel nostro affascinante paese che attende solo innamorati che lo sappiano riscoprire ed apprezzare come si deve.

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